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Poveri noi, come siamo ridotti..

Posted by Leorol On Giugno - 23 - 20064 COMMENTI

060623 Cosa danno in TV

Spero che l’autore dell’articolo che segue non ne avrà a male se mi permetto di riportarlo integralmente sul mio blog.
Sento quasi un bisogno fisico di pubblicarlo perchè rispecchia perfettamente ciò che “vedo” a proposito del degrado morale ormai dilagante nel ns. bel paese.
Per chi non l’avesse letto può servire a riflettere…

Il porcile dietro alla tenda

di Beppe Severgnini,

Non credevo di potermi trovare d’accordo, contemporamente, con Flavio Briatore e Piero Ostellino: ma è accaduto. Tutt’e due sottolineano la crudeltà delle intercettazioni, che mettono in piazza, insieme a molte ipotesi di reato, la faccende private di tanta gente. Avrei aggiunto, fossi stato in loro: senza intercettazioni, avremmo ancora Fazio alla Banca d’Italia, i “furbetti” sarebbero passati dal quartierino al centro, e dopo i Mondiali inizierebbe un altro campionato truccato. In quanto al signor Savoia: se intendeva celebrare il 60° anniversario del referendum monarchia/repubblica (giugno 1946), non doveva distubarsi. Comunque, grazie: almeno sappiamo cos’abbiamo rischiato.

Dicevamo: le intercettazioni spiattellate sui giornali hanno qualcosa di barbaro, e bisognerà stabilire dei limiti (un conto sono i criminali; un conto le ragazzotte che lewinskeggiano dietro le telecamere). Ma non c’è dubbio che quelle conversazioni siano servite a demolire le nostre ultime illusioni. Siamo un grande Paese del G8, fondatore dell’Unione Europea, e tolleriamo pratiche da secondo mondo. I comportamenti italiani, in qualche angolo del Caucaso, non farebbero scalpore. Ma Milano è a un passo da Madrid, Monaco di Baviera, Manchester, Marsiglia. Dobbiamo lavorare e vivere con spagnoli, tedeschi, inglesi, francesi. Sono i nostri colleghi, i nostri amici e i nostri concorrenti. Hanno il diritto di chiederci: “Siete impazziti?”. E noi abbiamo il dovere di rispondere.

Cosa, non lo so. Di sicuro, è impressionante: qualunque ambiente, scostata la tenda, si rivela un porcile. Politica, banche, ciclismo, calcio, televisione, telecomunicazioni, sanità, enti di stato, amministrazioni locali. Tra poco – scommettiamo? – tocca al fisco, a un paio di libere professioni e alle università. Chi verrà beccato griderà come un’aquila, gli altri staranno zitti e buoni, aspettando che passi la tempesta, per ricominciare da capo.

Prendiamo la TV, che in questi giorni sta pagando il voyerismo cui ci ha abituati. La frase più imbarazzante non è l’attribuzione del titolo onorifico di “bella porcella”, ma un’altra, quella con cui Salvatore Sottile, portavoce del vice-premier e ministro degli esteri, spiega come accontentare la ragazzina di turno: “Una cosa sul satellite e Uno Mattina Estate”. Capisco l’amarezza dell’intercettato: Sottile sa che frasi così, cambiando programmi e fanciulle, le hanno pronunciate centinaia di politici, portavoce e portaborse. Però gli chiedo: è normale? Secondo lei, in Europa fanno così? Perché il suo partito – o una degli altri, fino a Rifondazione – non propone di mollare la RAI, una volta per tutte? Così non vengono certe tentazioni.

Avevo scritto in questa rubrica, tempo fa, che la televisione pubblica era “la casa di piacere della politica italiana”. Voleva essere un’allegoria (pensavo alle vanità soddisfatte, al godimento del potere), ma oggi la possiamo prendere alla lettera. Un ex-consigliere d’amministrazione mi ha raccontato che, appena arrivato in Rai, ha chiesto spiegazioni sulle bellone scosciate che andavano in video dopo mezzanotte, venute chissà da dove, incapaci di pronunciare un nome. S’è trovato davanti un’insurrezione. I maschi anziani di alcune redazioni difendevano a spada tratta le bonazze: le consideravano “fringe benefits”.

Questa è la situazione, signori: non soltanto in televisione. O cambiamo testa, o cambiamo regole. Quest’ultima, forse, è la soluzione più semplice. Perché perdere tempo col referendum, il 25 e 26 giugno? Aboliamo la Costituzione, riportiamo Vittorio Emanuele sul trono, e chiediamogli di farci divertire. Secondo me, ci riesce.

Dal Corriere della Sera del 22 giugno 2006

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4 Responses to “Poveri noi, come siamo ridotti..”

  1. serena vasta ha detto:

    Ciao! Eh speriamo sia l’inizio di un cambiamento lento e costante anche se ho seri dubbi in proposito… l’idea che quella specie di mafioso ci rappresenti mi dà terribilmente fastidio… ma comunque ormai ho superato lo shoc da salita di cuffaro(nn merita la C grande)
    Speriamo che domani e dopodomani l’italia dia un secco NO a questo referendum… così il nano liftato si prende il terzo no in meno di 3 mesi…
    Felice weekend anche a te…
    sere
     
  2. ....... Lilly ....... ha detto:

    Caro Leo, anch’io come te [e penso 56.000.000 di connazionali circa] so bene che fino ad ora abbiamo assistito alle "prove generali"!
     
    Il vero Mondiale inizierà Lunedì prossimo e staremo a vedere.
    Personalmente penso che l’Italia, evitando il Brasile, ha buonissime possibilità per procedere «a razzo» e traguardare obiettivi importanti.
     
    Seguo con continuità i Mondiali dall’82 e mi sembra che solo quest’anno abbiamo almeno un problema in meno: quello di trasformarci in 56.000.000 di C.T. della Nazionale ed accalorarci proponendo moduli e formazioni in netto contrasto con quelli decisi dai Coach delle trascorse edizioni!
     
    Ti auguro una buona serata, a presto
    Lilly – LIEVI TENTAZIONI
     
  3. Florinda ha detto:

    We qui cambiato look!!..molto bella la soluzione bianca!grazie dei tuoi passaggi inaspettati sempre 1 stupore… buon fine settimana, phlo.
  4. Serena ha detto:

    Ciao Leo,grazie di esserti fermato un pò nel mio cyberspazio,mi ha colpita molto l’intervento del 29 maggio che hai scritto..muore lentamente chi non cambia mai percorso..proprio ieri sera ero a cena con una piccola amica di 6 anni che seguo come assistente sociale,lei purtroppo stà ricevendo un’educazione fatta tutta di certezze assolute,come la serietà e il comportamento sempre a modo..a sei anni!!!Da non credere vero,non l’ho mai vista ridere,sempre e solo sorridere per paura di essere maleducara..e le parole che le ho detto sono state proprio queste: "Ricorda sempre che ogni tanto bisogna cambiare strada per vedere posti più belli!"
    Che bella coincidenza l’averlo letto qui proprio ora!Ciao a presto!  -Serena-

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