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La tragedia dei poveri cristi..

Posted by Leorol On febbraio - 23 - 2011AGGIUNGI COMMENTO

I paesi arabi e del del nord Africa stanno esplodendo uno dopo l’altro.
Dopo le rivolte di piazza in Tunisia, in Marocco, in Algeria ed in Egitto adesso è la volta della Libia di Gheddafi dove si parla già di 10.000 morti ammazzati, di fosse comuni e di oltre 50.000 feriti; insomma un vero e proprio sterminio.
E la lista dei paesi che si ribellano ai loro governi, più o meno dittatoriali, purtroppo è destinata ad allungarsi visto che anche nello Yemen ed in Iran la situazione politica interna non è affatto tranquilla.
Nell’era di internet, della libera comunicazione e della globalizzazione la parola “Democrazia” ha cominciato a risuonare nelle orecchie delle popolazioni che si trovano in uno stato di sofferenza e non poteva essere altrimenti.
Tutto questo ha contribuito non poco a far crescere in loro quel più che giustificato sentimento di ribellione nei confronti dei loro governanti oppressori.
Spero che il massacro che si sta consumando in Libia in questi drammatici momenti contro i manifestanti in piazza cessi al più presto.
Al popolo libico, come a tutti gli altri popoli che si trovano nelle loro stesse condizioni, devono essere riconosciuti i valori fondamentali di ogni sana democrazia, vale a dire equità sociale, eguali diritti tra i cittadini, libertà di espressione e di religione e rispetto della propria autodeterminazione.
Spero anche che le centinaia di persone in fuga dalla loro terra alla ricerca di aiuto non siano cinicamente respinte alle frontiere dei paesi vicini come, purtroppo, ha fatto ultimamente l’Italia sulla base degli accordi intercorsi tra il governo del nostro nanopremier e quello del colonnellotiranno.
L’Italia tra i paesi occidentali geograficamente è la nazione più vicina alla Libia; possiamo dire che siamo “sfortunati” rispetto agli altri stati europei, ma stavolta non è tollerabile chiudere gli occhi di fronte a questa tragedia.
La parola “solidarietà” deve essere la prima cosa che dobbiamo offrire a quella gente disperata e stremata che sbarca sulle nostre coste.
Senza se e senza ma.. poi si vedrà  come ottenere collaborazione anche dagli altri stati Europei, se vorrano darci una mano come è giusto che sia.
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