Leo's Blog

La felicità non è una meta ma un modo di viaggiare..

IMG_2478_1-1-11 IMG_2478_1-1-11
Dopo la vergognosa invasione dell’Iraq da parte degli amercani di Bush e nel mentre si continua ancora oggi ad occupare militarmente l’Afghanistan (e a contarne i morti ammazzati sul suo territorio) adesso è arrivato il momento della Libia del colonnello Gheddafi.
Tanto per esprimere la mia opinione in merito dico subito che la guerra è solo e sempre portatrice di dolore, di morte e di macerie, su questo non ci piove.
Per questo non approverò mai nessuna iniziativa bellica nei confronti di chicchessia, anche se nel caso in questione ammetto una certa difficoltà a giudicare del tutto fuori luogo la decisione della coalizione Europa-USA di appoggiare quella parte di popolazione che a gran voce richiede libertà e democrazia nel loro paese.
Stavolta infatti non c’è  la presunzione da parte dell’occidente di esportare con la forza la Democrazia in un paese straniero oppresso dal solito dittatoruncolo senza scrupoli e non ci sono nemmeno fantomatiche armi di distruzione di massa da scovare, distruggere e da sbandierare all’opinione pubblica per giustificare l”intervento militare.
Senza trascurare il fatto che il colonnello Gheddafi non figura per niente sulla lista dei personaggi a me più simpatici.
Anzi, non ho difficoltà ad ammettere che è diventato ancora più insopportabile da quando il nostro Governo si è praticamente genuflesso d’avanti a lui in occasione della sua recente visita a Roma, dove ha potuto piantare la sua ridicola tenda da beduino con tanto di cavalli berberi ed amazzoni al seguito per la gioia, immagino, anche del “Nano-Maiale” number one.
E’ perfino riuscito ad ottenere una Laurea Honoris Causa in Giurisprudenza presso l’università La Sapienza di Milano, tanto per dire come siamo caduti in basso.
In pratica è stato accolto come un semi Dio con tutti gli onori possibili e perfino quelli impossibili da immaginare, come lo scandaloso baciamano del nostro Nano-Premier.
Davvero un gesto incomprensibile e inaccettabile, nonché atto di umiliante servilismo nei confronti per giunta di un feroce dittatore. 
Comunque, a parte tutto questo e tornando ai miei dubbi, verrebbe naturale pensare che prendere le difese di chi si ribella coraggiosamente al despota di turno sia la cosa più giusta da fare.
Combattere al loro fianco per aiutarli ad ottenere Democrazia e libertà sarebbe più che legittimo se non fosse per un piccolo dettaglio che, guarda caso, è sempre presente dove si decide di intervenire con caccia, bombe e carri armati: quell’irresistibile “odore” di.. gas e di petrolio che si respira in giro in certe zone.
Non vi pare strana questa coincidenza?
Quanti posti esistono al mondo dove la gente si ribella ogni giorno contro i loro governi e per questo viene perseguita e trucidata senza pietà alcuna nell’indifferenza generale?
Eppure nessuno fa niente per loro.
Quella povera gente non riuscirà mai ad occupare le prime pagine dei giornali per il semplice motivo che nei loro paesi non c’è niente di economicamente interessante da metterci il cappello sopra.
A pensarci bene la cosa non è poi così strana come sembra, e la storia ce lo insegna.
Cosa c’è meglio di una bella guerra per risollevare le sorti di una economia traballante da scatenarsi ovviamente nei paesi ricchi di risorse energetiche naturali?
Insomma siamo alle solite, anche questa volta gli interessi e il denaro stanno alla base di tutto.
Per questo oggi si bombarda la Libia, naturalmente con tutte le attenzioni che il caso richiede per non colpire la popolazione civile, come giurano le forze di coalizione.
Ma visti i precedenti scommetto che alla fine ci andranno di mezzo anche donne, vecchi e bambini e non serviranno dopo lacrime di coccodrillo per farli ritornare in vita.
Non mi fido del genere umano, soprattutto di quello cha ha il potere e il destino delle persone nelle proprie mani.
Per questo motivo dico NO alla guerra in Libia.
Secondo me esistono altre strade da percorrere se si vuole contrastare una feroce dittatura: la diplomazia, l’intelligence, le sanzioni economiche, il confiscamento dei beni all’estero, l’isolamento politico, e magari non sarebbe male se si evitasse fin dall’inizio di instaurare rapporti politico-econimici con certi stati tiranni.. (ma poi come farebbero a vendere le loro armi i loschi mercanti di morte ? “This is the question“..)
.....
Share |

One Response to “Come uscire dalla crisi economica? Storia vecchia..”

  1. Patrizia ha detto:

    Pace un sentimento e uno stato d’animo, nonché una realtà che va sempre più scomparendo purtroppo, quando invece sarebbe splendido viverla attivamente e continuamente. Un caro salutone, Patrizia

Leave a Reply

VIDEO

TAG CLOUD

Sponsors

2019 Leo's Blog

Tutti i diritti riservati. Feed RSS Commenti (RSS)