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La felicità non è una meta ma un modo di viaggiare..

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Piccoli corpi offresi..

Posted by Leorol On novembre - 13 - 2013AGGIUNGI COMMENTO

E’ talmente evidente il degrado culturale e morale che ha preso campo nella popolazione italiana che può sembrare quasi superfluo ribadirlo ogni qualvolta vengono alla luce fatti disdicevoli come lo scandalo delle baby-squillo di Roma (e non solo di Roma) esploso in questi giorni su tutti i media nazionali.

Penso sia invece doveroso parlarne fino alla nausea visto che allo stato dei fatti ci sono purtroppo milioni di persone nel nostro bel paese che sembrano vivere in un mondo a parte dove tutto è permesso ed ogni mezzo è lecito, anche il più indecente e il più squallido, purché serva a soddisfare i propri egoistici bisogni.

In verità possiamo tranquillamente affermare che forse tutte queste persone negli ultimi decenni sono state.. come dire.. “orientate” a ritenere che in fondo la cultura e la moralità rappresentano solo dei fastidiosi freni che rallentano decisamente la corsa al raggiungimento di certi obiettivi personali.

E’ ovviamente molto più facile e comodo mettere da parte questi modelli di vita e cercare soluzioni alternative e più sbrigative che consentono di possedere il più rapidamente possibile ciò che si desidera.

Tutto questo in barba al comune senso del pudore e al rispetto che si deve avere nei confronti del prossimo che rappresentano i sani punti di riferimento che ogni essere umano dovrebbe perseguire durante tutta la sua esistenza e che sono assolutamente essenziali per vincere l’inevitabile declino di un popolo se vengono disattesi.

Ritornando sull’argomento specifico credo che in questa sporca storia la colpa, alla fine, non sia da imputare esclusivamente a quelle “ragazzine” che si vendono anche per piccoli compensi tipo una ricarica telefonica, o per una “sniffata” di coca, o peggio ancora per portare i soldi di un facile guadagno magari alla propria madre che glieli ha per così dire.. “commissionati”.

La causa di questo marciume sta tutta nella cattiva educazione al civile buon vivere che né i genitori in primo luogo, né la scuola in generale subito a ruota, hanno saputo insegnare alle giovani generazioni.

Ci vorranno molti ma molti anni perché il tutto possa rientrare nei limiti del decente, magari bisognerà aspettare altri venti anni.. ma non sarà una facile impresa se si considera certi “cervelli” che si ostinano a gironzolare ancora adesso nelle aule parlamentari e che con i loro comportamenti.. diciamo così “diseducativi”, per non dire di peggio, hanno dato davvero un pessimo esempio su come si deve stare al mondo.

Faccio mio un frammento di un’intervista apparsa sull’Unità dell’11 Novembre 2013 fatta da Silvia Gigli che, con parole migliori delle mie, riesce a dare una spiegazione perfetta sul perché troppo spesso succedono certe brutte storie.

Dice alla fine dell’articolo la Gigli:

“Come si è arrivati a questo? «È successo che negli ultimi vent’anni in Italia i costumi si sono trasformati, c’è stato un degrado sociale, politico, umano e antropologico incarnato da una persona, da un regime e da una tv che ci hanno segnati – sostiene Lombardo Pijola -. I ragazzi sono cresciuti circondati da messaggi precisi sul sesso, lo strapotere del denaro, il disvalore del corpo delle donne. Sono stati accerchiati e martellati da queste informazioni fin da piccolissimi». E noi? «Non ci siamo, non vogliamo capire che anche chi non lo fa è immerso in quel mondo e non può neanche dissociarsi perché rischia l’emarginazione, il bullismo, la sofferenza». Ecco allora che vendersi per pochi spiccioli è in fondo ancora un gioco perché dal tuo corpo puoi dissociarti e sfilartelo di dosso per trasformarlo in qualcos’altro e attraverso questo cercare una misura del valore di sé.”

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