Leo's Blog

La felicità non è una meta ma un modo di viaggiare..

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Sentenze sommarie!?!?

Posted by Leorol On dicembre - 15 - 2014AGGIUNGI COMMENTO

Riflessione

Che il sistema giudiziario nel nostro paese non funziona come dovrebbe questo è poco ma sicuro ed è ben noto a tutti.

Il fatto più inquietante che non riesco a capire è come si possa passare in un’aula di tribunale da una condanna pesantissima nei confronti di qualcuno ad una sentenza di totale assoluzione per i fatti contestati (o viceversa) nel corso dell’iter processuale previsto dalla legge.

Come è possibile insomma che un verdetto emesso al primo grado di giudizio possa essere clamorosamente ribaltato in Corte d’Appello e magari di nuovo modificato in Cassazione?

Da perfetto incompetente in materia, per come vanno le cose in Italia, mi verrebbe da pensare che:

1) i tribunali sono pieni di “addetti ai lavori” (investigatori, pubblici ministeri, procuratori, avvocati, etc.) paurosamente incompetenti, o quanto meno superficiali, se non addirittura preda ad improvvise allucinazioni nella certificazione delle prove d’accusa (o d’innocenza) nel corso delle indagini preliminari che il caso specifico richiede 

2) è solo un becero marchingegno per far slittare il più a lungo possibile le udienze nelle aule dei tribunali dando modo agli indagati (quelli s’intende che possono permettersi di stipendiare illustri avvocati per anni interi senza problemi) di arrivare, ricorso dopo ricorso, alla prescrizione del processo sempre che la parte offesa non abbia già alzato bandiera bianca per.. “stanchezza”.

Da non sottovalutare il fatto che in questo secondo caso gli azzeccagarbugli di turno, per quel che ne so, hanno tutto da guadagnarci visto che la loro parcella è fortemente “influenzata” dalla durata dei processi.

Capisco che questo è un modo molto semplicistico, per non dire banale, per abbozzare una spiegazione logica dello stato dei fatti e ritenere così risolto il problema.

Non vi è però alcun dubbio che queste sentenze altalenanti capitano un pò troppo spesso dalle nostre parti, come testimoniano gli esempi più clamorosi che elenco qui sotto e che hanno fatto gridare allo scandalo quasi tutti noi.

Eternit

Sentenza Eternit, la Cassazione annulla la condanna: reati prescritti. La rabbia dei parenti

La sentenza dopo due ore di camera di consiglio. Accolta la richiesta del pg Francesco Iacoviello. I familiari delle vittime: “Vergogna, vergogna”. Il pm Guariniello non si arrende: “Il reato c’è, non è un’assoluzione. Ora possiamo aprire il capitolo degli omicidi”. Renzi: “Cambiare la prescrizione”.

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SILVIO ASSOLTO

Berlusconi assolto in appello per il caso Ruby

Ribaltata la sentenza di primo grado: niente concussione perché “il fatto non sussiste”, niente prostituzione minorile “perché il fatto non costituisce reato”.

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LAquila-Per-Non-Dimenticare

L‘Aquila, processo a Commissione Grandi Rischi: assolti scienziati, condannato tecnico Protezione civile

I sette componenti dell’organismo erano stati condannati in primo grado a sei anni di detenzione. Ridotta a due anni la pena per De Bernardinis. Lo sconcerto del Procuratore Generale. I cittadini: “Una vergogna”

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Stefano Cucchi

Stefano Cucchi, tutti assolti gli imputati. La madre: “Sentenza assurda”

In primo grado furono condannati solo i medici per omicidio colposo. La formula adottata dal giudici è quella prevista dal secondo comma dell’articolo 530 “ovvero quando manca, è insufficiente o è contraddittoria la prova”. La sorella della vittima, Ilaria, in lacrime

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Rogo Thyssen, la Cassazione annulla l’appello. La rabbia dei parenti delle vittime

ThyssenKrupp, manager colpevoli ma appello da rifare. Parenti: “Vergogna” Confermata la colpevolezza dei sei imputati per il rogo del 2007 in cui morirono 7 operai, ma anche la tesi per cui non si trattò di omicidio volontario. La Corte d’appello ora dovrà rideterminare le condanne a manager e dirigenti. La rabbia dei famigliari: “Avete scelto di non decidere in modo che questi vigliacchi non vadano in carcere”. Antonio Boccuzzi: “La sentenza ci delude”

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Caso Meredith: Sollecito e Knox condannati. Sentenza ribaltata

Sentenza ribaltata: Amanda Knox è stata condannata a 28 anni e 6 mesi di carcere e Raffaele Sollecito a 25 anni per l’omicidio di Meredith Kercher. Divieto di espatrio per lui e nessuna misura cautelare per lei. Così ha deciso la Corte d’Appello di Firenze, dopo undici ore di camera di consiglio. Il legale Giulia Bongiorno parla di “sentenza mediatica” e dice: “Questo non è il verdetto finale”. Il suo assistito ha appreso della sentenza dalla tv ed è apparso “annichilito” a uno dei suoi difensori. I giudici fiorentini hanno disposto il ritiro del passaportoritenendo che il giovane abbia sviluppato supporti logistici in Paesi con i quali l’Italia non ha trattati di estradizione. La misura cautelare non è stata invece disposta per la Knox in quanto la corte non ha ravvisato il pericolo di fuga essendo la giovane “legittimamente” residente negli Stati Uniti. Nessuno dei due andrà in carcere, in attesa di un nuovo ricorso in Cassazione.

In uno Stato di Diritto non dovrebbe essere difficile porre rimedio a questi incomprensibili e strani capovolgimenti di giudizio nelle varie aule dei tribunali, anche perché nessun cittadino (sia esso indagato che parte offesa) merita di vedere sconvolta la propria vita a causa di questi altalenanti verdetti.

Evidentemente il nostro “bel paese” è ancora carente sotto questo aspetto visto che bisogna accendere un cero alla Madonna per avere in tempi accettabili la certezza di una pena e la giusta condanna da scontare per chi ha commesso reato (mi riferisco ovviamente ai “potenti” e agli “intoccabili” che riescono quasi sempre a farla franca, contrariamente ai “poveri cristi” che si beccano le loro condanne in un batter di ciglia).

Forse un giorno arriveremo anche noi ad avere una Giustizia degna di questo nome, sempre che i nostri “politici” riescano a mettersi d’accordo sulle giuste modifiche da apportare all’attuale normativa senza star troppo a pensare se le nuove regole possono arrecare danno a qualche “compare di partito“, per non dire a loro stessi..

Che sia proprio questo il problema principale da superare? ..Non è da escludere,

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Piccoli corpi offresi..

Posted by Leorol On novembre - 13 - 2013AGGIUNGI COMMENTO

E’ talmente evidente il degrado culturale e morale che ha preso campo nella popolazione italiana che può sembrare quasi superfluo ribadirlo ogni qualvolta vengono alla luce fatti disdicevoli come lo scandalo delle baby-squillo di Roma (e non solo di Roma) esploso in questi giorni su tutti i media nazionali.

Penso sia invece doveroso parlarne fino alla nausea visto che allo stato dei fatti ci sono purtroppo milioni di persone nel nostro bel paese che sembrano vivere in un mondo a parte dove tutto è permesso ed ogni mezzo è lecito, anche il più indecente e il più squallido, purché serva a soddisfare i propri egoistici bisogni.

In verità possiamo tranquillamente affermare che forse tutte queste persone negli ultimi decenni sono state.. come dire.. “orientate” a ritenere che in fondo la cultura e la moralità rappresentano solo dei fastidiosi freni che rallentano decisamente la corsa al raggiungimento di certi obiettivi personali.

E’ ovviamente molto più facile e comodo mettere da parte questi modelli di vita e cercare soluzioni alternative e più sbrigative che consentono di possedere il più rapidamente possibile ciò che si desidera.

Tutto questo in barba al comune senso del pudore e al rispetto che si deve avere nei confronti del prossimo che rappresentano i sani punti di riferimento che ogni essere umano dovrebbe perseguire durante tutta la sua esistenza e che sono assolutamente essenziali per vincere l’inevitabile declino di un popolo se vengono disattesi.

Ritornando sull’argomento specifico credo che in questa sporca storia la colpa, alla fine, non sia da imputare esclusivamente a quelle “ragazzine” che si vendono anche per piccoli compensi tipo una ricarica telefonica, o per una “sniffata” di coca, o peggio ancora per portare i soldi di un facile guadagno magari alla propria madre che glieli ha per così dire.. “commissionati”.

La causa di questo marciume sta tutta nella cattiva educazione al civile buon vivere che né i genitori in primo luogo, né la scuola in generale subito a ruota, hanno saputo insegnare alle giovani generazioni.

Ci vorranno molti ma molti anni perché il tutto possa rientrare nei limiti del decente, magari bisognerà aspettare altri venti anni.. ma non sarà una facile impresa se si considera certi “cervelli” che si ostinano a gironzolare ancora adesso nelle aule parlamentari e che con i loro comportamenti.. diciamo così “diseducativi”, per non dire di peggio, hanno dato davvero un pessimo esempio su come si deve stare al mondo.

Faccio mio un frammento di un’intervista apparsa sull’Unità dell’11 Novembre 2013 fatta da Silvia Gigli che, con parole migliori delle mie, riesce a dare una spiegazione perfetta sul perché troppo spesso succedono certe brutte storie.

Dice alla fine dell’articolo la Gigli:

“Come si è arrivati a questo? «È successo che negli ultimi vent’anni in Italia i costumi si sono trasformati, c’è stato un degrado sociale, politico, umano e antropologico incarnato da una persona, da un regime e da una tv che ci hanno segnati – sostiene Lombardo Pijola -. I ragazzi sono cresciuti circondati da messaggi precisi sul sesso, lo strapotere del denaro, il disvalore del corpo delle donne. Sono stati accerchiati e martellati da queste informazioni fin da piccolissimi». E noi? «Non ci siamo, non vogliamo capire che anche chi non lo fa è immerso in quel mondo e non può neanche dissociarsi perché rischia l’emarginazione, il bullismo, la sofferenza». Ecco allora che vendersi per pochi spiccioli è in fondo ancora un gioco perché dal tuo corpo puoi dissociarti e sfilartelo di dosso per trasformarlo in qualcos’altro e attraverso questo cercare una misura del valore di sé.”

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Uno zombi in prima pagina..

Posted by Leorol On dicembre - 29 - 20111 COMMENTO
Morto per l’INPS(clicca qui)..
Eccomi qua, sbattuto in prima pagina sul “bugiardò” nostrano (sarcastico pseudonimo del quotidiano marchigiano).
Posso sempre dire di essere stato famoso almeno per un giorno considerate le telefonate ricevute da amici e parenti che, tra una battuta e l’altra, dopo aver letto la notizia bomba sul giornale di ieri, chiedevano rassicurazioni sul mio reale stato di salute .
Certo, come afferma anche Vlao (link), non è proprio il massimo raggiungere questa improvvisa celebrità per un fatto così poco piacevole, se così posso dire.. però è pur sempre un sistema efficace per “godere” di una maggiore notorietà nel paesello in cui si vive.
Comunque il vespaio che ho mosso (eh si, perchè quelli dell’Inps, come è ovvio, non hanno gradito molto la notizia) sono certo che sarà utile per rimettere al più presto le cose a posto.
La burocrazia si sa è una brutta bestia.. credo che un “pizzicotto” sul sedere di chi manovra le farraginose leve statali serva.. eccome! 
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Si è dimesso!!!!!

Posted by Leorol On novembre - 13 - 2011AGGIUNGI COMMENTO

Oggi si, oggi si può dire… FINALMENTE CE NE SIAMO LIBERATI! (almeno spero)
 

i resti del maiale…

COSA RESTA DEL BERLUSCONISMO
Ecco cosa resterà di Silvio Berlusconi.
Ecco come ha cambiato la lingua, la grammatica e la politica italiane, dalla a di Arcore alla u di utilizzatore finale, alla z delle zie suore.

ARCORE. Ci si andava per scalare le classi sociali e per risolvere i conflitti politici: «Venite con le signore». Addirittura Matteo Renzi ci andò per far carriera a sinistra. È anche il luogo della iniziale finta felicità familiare alla Mulino Bianco e delle tristi orge finali, il tempio del Berlusconi-Satyricon. Persino certe mamme e certi fratelli erano fieri del “mestieraccio”, purché esercitato ad Arcore. È stata la capitale immorale dell´Italia e della prostituzione di Stato e non tornerà ad essere mai più soltanto un paesino della Brianza. Sicuramente sarà il posto dove più si accanirà la deberlusconizzazione: il sangue e la radici, come Predappio per Mussolini.
BANDANA. La vergogna di avere la pelata, la bandiera del giovanilismo senile.
BARBA. Odiata perché eversiva e spirituale. Ai suoi deputati passava la mano sul viso per controllare che si fossero sbarbati. La più disprezzata è stata quella di Cacciari: la barba della cultura, e per di più galeotta.
BARZELLETTA. Una volta la classe dirigente citava Tacito e Cicerone, le loro “barzellette”, le trovate per sdrammatizzare erano gli aforismi acuti e le intelligenze geniali di Cesare, di Napoleone, di Bismarck… Non è vero che le barzellette di Berlusconi hanno reso disinvolte le istituzioni. La barzelletta infatti è il motto di spirito del poveraccio, è l´intrattenimento spirituale di chi non ha spirito, come la povera patata. D´ora in avanti la barzelletta in politica sarà ricordata come il salvagente del disadattato, l´estremo rifugio dell´inadeguato, proprio come le corna e il cucù, la politica estera apotropaica e tarantolata non di un allegro mattacchione ma di un provinciale primitivo.
BUNGA BUNGA. Indefinibile pratica orgiastica da impotente sostenuto da protesi.
CALZA. Una volta fasciava le gambe delle donne. Con lui è stata usata per velare gli obiettivi delle telecamere e spianargli le rughe del viso.
COMUNISTI. Sono stati i suoi mulini a vento. Quelli veri li ama moltissimo (Putin, Lukascenko, Ferrara).
CONFLITTO DI INTERESSI. Ha una radice nobile nella Ricchezza delle nazioni di Adam Smith e nel nostro Risorgimento quando Cavour lo usò per fare l´Italia. Berlusconi ne ha abusato per disfarla. E´ diventato il cancro della nostra democrazia. E il sospetto è che parte della sinistra lo abbia garantito per riservarsi di usarlo in futuro. In questo senso il nascente Terzo Polo è già berlusconiano.
CRIBBIO. Fu la prima esclamazione di disappunto, da vecchio salotto merletti e rosolio. Ora preferisce la bestemmia e «Paese di merda!».
DOTTORE. Cosi lo chiamano i privilegiati della prima cerchia. Ha mille nomi ,soprannomi e nomi d´arte : Berluskaz (Bossi), il Berlusca, il Silvio, il Cavaliere, l´Amor nostro e il Cav (gli arguti cantori del Foglio), Ciao Pres (le sue ministre) . E poi: Caimano, Cainano, Banano, Ottavo nano, Cavalier Pompetta, Cavalier Patonza, O Buscone, Culo Flaccido (la Minetti arrabbiata).
EDITTO DI SOFIA. Non gli sono riusciti il Ponte di Messina, la Tav, le autostrade del mare, la rivoluzione liberale… Sarà però ricordato per la cacciata di Santoro, Luttazzi e Biagi.
EGEMONIA CULTURALE. Nel 1994 i professori Colletti, Vertone, Melograni, Rebuffa e Pera furono la risposta all´egemonia della sinistra. Hanno ceduto il posto ai nuovi machiavelli patonzolari Lele Mora, Tarantini, Lavitola, Signorini , Santaché e Minzolini.
ESCORT. (Vedi VELINE).
FEDE. È il paradosso del nome che si è mutato nel suo contrario. È il servitore che si è servito, l´asino fatto mulo che ha preso a calci il padrone.
FIORI. Le peonie furono la cornice della sua discesa in campo. Si vanta di conoscere i nomi delle piante in latino. E come Imelda Marcos collezionava scarpe lui colleziona cactus (ha la testa sempre là).
FOTO. Un volta si scattavano, adesso si sganciano. Sono stecche, mazzette, bottino.
GNOCCA. Con sarcasmo oltraggioso ha immaginato “Forza Gnocca” come nome della sua Repubblica Sociale, il partito dei duri e puri. Al di là della battuta, ha mestamente ragione: quelli erano i figli dell´aquila e questi i figli della gnocca. L´inno del terribile crepuscolo mussoliniano fu «le donne non ci vogliono più bene…» e l´inno del misero crepuscolo berlusconiano lo ha cantato la Mussolini in radio: «E forza gnocca / perché siamo tantissime». Berlusconi smentisce Marx: non è vero che «la prima volta è tragedia e la seconda è farsa». La seconda è bordello.
IGIENE. Ai suoi deputati ordinava di masticare mentine alla violetta e di pulire il bagno con i fazzoletti detergenti. Lui li aveva usati anche per pulire la tavola della tazza dopo il passaggio di Craxi ammalato alla prostata.
INGLESE. Delle tre I berlusconiane è la lingua maccheronica del cretino cognitivo di Mediaset, da brand a “non fare il randomico”, a “sentirsi in charge” e “flagare”, sino al “briffare” con il quale la Minetti istruiva e dominava le ragazze. La convention sostituì il congresso e il club la sezione, e agli attivisti non vennero più dati colla e manifesti ma il kit. Così il militante divenne employee, staff.
JOGGING. Polo, pantaloncini e scarpette bianche: fu il rito di iniziazione, il cerchio di fuoco staraciano vissuto come americanata alla Sordi. E´ davvero indimenticabile la corsetta degli attempati cummenda. C´erano Letta, Confalonieri, Dell´Utri con gli occhiali, il calvo Galliani e in testa Silvio in versione Attimo fuggente: “o capitano mio capitano”.
LETTONE DI PUTIN. E´ l´inizio della sua seconda vecchiaia, lì sono cominciate le cose turche (saune e gasdotti).
LODO. Ciarrapico, Mondadori, Schifani, Alfano… La parola lodo è il suo abracadabra, la sublimazione del mito nazionalpopolare del condono che agli italiani serve ad aggiustare la cantinetta e la soffitta mentre a lui serve a rendere legittimo un impero illegittimo. Il lodo è la casamatta dell´illegalità.
MARINELLA. E´ l´unica ad avergli detto in faccia la verità su Tarantini. Nel bunker di fine epoca si fida solo di lei e del cuoco Michele che lo protegge dagli effetti nefasti dell´aglio. Hanno persino il diritto di criticarlo e gli mettono pure soggezione.
MI CONSENTA. Fu il suo biglietto da visita, la bandiera della discesa in campo. Fu la sua marcia su Roma.
MONDADORI. Da Thomas Mann a Sandro Bondi.
NAVE. L´ha usata per girare l´Italia in campagna elettorale ed è al piano bar delle navi che lavorava da ragazzo. E´ stata scuola quadri, officina di vita e di eccessi amatori, trincea di guerra. E infatti è il se stesso cantate da nave che ora rivede in Apicella, suo doppio e vero vicepremier. La nave sta al berlusconismo come l´Ecole nationale d´administration sta alla Francia. L´Ena è stata la fucina dei Servitori dello Stato, la nave è stata la fucina dei topi di Stato.
OBAMA ABBRONZATO. E´ la gaffe peggiore ma è anche la più sincera. Verrà ricordata e studiata nei manuali di politica internazionale. E´ la più stupida ma è forse la sola che gli sia scappata in buona fede. Certamente è quella che gli somiglia di più. L´abbronzatura infatti è il valore estetico del berlusconismo. Doppiopetto scuro su camicie scure aperte sul torace: il nero è il colore della casa perché sfila, nasconde le rotondità, attenua i rotoli di grasso. E´ l´estetica da cinema col pop corn. Berlusconi, che si veste come un buttafuori da discoteca, voleva davvero fargli un complimento. E non c´è riuscito.
OPERAIO. Con il casco divenne «il presidente operaio». Con il fazzoletto rosso fu «il presidente partigiano». Dopo Noemi «il presidente in mutande». Alle ragazze del bunga bunga ora dice di essere «presidente a tempo perso».
PAPI. E´ ormai per sempre la versione italiana di “sugar daddy”, il vecchio ricco che allunga le mani sulle bambine.
PARI OPPORTUNITA´. «Come Mara». Farcela «come Mara» è stato il sogno, l´ossessione di tutte le lupe di Arcore.
PATONZA. E´ la buca keynesiana, il contante da far girare.
ROSA. La mamma vantava le spalle del proprio figliolo come se fossero le ali del più splendido aquilotto: «Tutte le donne in spiaggia non avevano occhi che per lui». Mamma Rosa era la destinataria della sua vanità, è la custode della sua virilità.
SANTITA´. L´uomo della Provvidenza dell´immaginario mussoliniano è diventato l´unto del Signore. E l´epifania venne celebrata quando Bruno Vespa si inginocchiò per baciargli la mano e inebriarsi di santità. Come esibizione di ruffianeria e di padrinato il baciamano fu poi perfezionato con lo storico omaggio a Gheddafi. E l´unto divenne l´untuoso.
STALLIERE. Una volta evocava lamante di Lady Chatterley, in Italia sarà per sempre “l´eroe” mafioso del “nenti vitti e nenti sacciu”.
TOMBA. Nel Satyricon, quello di Petronio, il gran cafone cerca una guardia che si impegni a custodirgli il monumento funebre. Trimalcione, almeno, era consapevole che la tomba imperiale sarebbe un giorno diventata bersaglio dell´oltraggio popolare: “ne in monumentum meum populus cacatum currat (affinché il popolo non corra a cacare sul mio monumento funebre)”.
TOPOLANEK. La parte per il tutto. Il nome esotico di un capo di stato designerà in eterno l´organo sessuale maschile.
UTILIZZATORE FINALE. L´apoteosi dell´eufemismo. Non potendo dire rattuso, ricottaro, maniaco, cliente, puttaniere… il genio assoldato dell´ufficio legale Ghedini inventò questo capolavoro di burocratese sessuale. L´immoralità e la malafede hanno prodotto un raffinatissimo, oscuro stilema che invece di nascondere svela la depravazione.
VELINE. (Vedi ESCORT).
VESPA. Lo scriba con il quale firmò il contratto con gli italiani, capolavoro dell´imbonimento televisivo.
ZIE. Ne aveva quattro ed erano suore. Erano macchine da preghiera, la sua industria domestica di indulgenze. Gli assicurano la compiacenza dei cieli mentre consuma i suoi tristi peccati.

(Francesco Merlo, La Repubblica)

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Il libro di un amico..

Posted by Leorol On settembre - 17 - 2011AGGIUNGI COMMENTO
Con grande piacere contribuisco, nel mio piccolo, a pubblicizzare un libro scritto da un mio carissimo amico (Massimo Bianchessi) che ho conosciuto durante un indimenticabile viaggio in Tibet.
Queste le sue parole..:
“Carissimi, è con piacere che vi annuncio la pubblicazione del mio libro. Non è un libro di viaggi ma forse, in fondo, un viaggio lo è stato.
Come sono guarito dalla psoriasiè il titolo, un libro che parla del mio caso, grazie al quale mi è nata la passione della Naturopatia, medicine alternative e soprattutto naturali. Il libro è pronto per la distribuzione, la promozione e soprattutto la vendita che,  per la mia decisione di devolvere i diritti e i guadagni all’associazione Tibetan Children Village, spero porterà un ulteriore piccolo contributo per il grande progetto di salvare la cultura tibetana ed i tibetani stessi.
Il libro sarà in vendita sia nelle librerie che online (www.ilgiardinodeilibri.it o www.macrolibrarsi.it ) dal 22 Settembre”.
Massimo Bianchessi: Come sono guarito dalla psoriasi 
La cura che funziona: facile, naturale, economica
La psoriasi è una malattia infiammatoria della pelle, non infettiva, che può essere molto invalidante.
In Italia ne sono colpite circa tre milioni di persone, anche di giovane età.
Per la medicina tradizionale la psoriasi ha un’origine sconosciuta e a oggi non esiste una cura risolutiva.
Per la naturopatia, invece, è la manifestazione di uno squilibrio generale dell’organismo, che può essere curato in modo efficace, naturale ed economico.
In questo libro Massimo Bianchessi racconta la sua esperienza, che, proprio grazie alla naturopatia, si è conclusa positivamente.
Dopo un inquadramento generale della patologia e dei diversi trattamenti convenzionali, Bianchessi ricostruisce il proprio percorso di guarigione, fondato sul Metodo Kousmine – che si basa su quattro pilastri fondamentali: una sana alimentazione; l’uso di vitamine e oligoelementi; l’igiene intestinale; il controllo del pH fisiologico – e sul Metodo Pagano, che prevede l’esercizio quotidiano delle tecniche del pensiero positivo.
La ricca documentazione e i numerosi, puntuali consigli fanno di questo libro uno strumento indispensabile per chiunque non si rassegni a essere vittima di una malattia che può essere vinta.
salute&benessere
Massimo Bianchessi è laureato in Chimica e Tecnologie Farmaceutiche, settore nel quale opera per conto di una multinazionale. È diplomato naturopata all’Istituto di Rudy Lanza.
In copertina: iStockphoto / © Valentin Casarsa
Copertina di Dada Effe – Torino
© 2011 Edizioni L’Età dell’Acquario
Edizioni L’Età dell’Acquario è un marchio di Lindau s.r.l.
Lindau s.r.l.
corso Re Umberto 37 – 10128 Torino
Prima edizione: settembre 2011
ISBN 978-88-7136-366-0
L’autore del libro devolverà tutti i proventi percepiti dalla vendita del libro a http://www.tcv.org.in/
Per acquistare il libro via web cliccare qui
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